Se in Italia, con l’entrata in vigore, il 27 marzo 2019, del Decreto legislativo 19 febbraio 2019 n. 18 (in Gazz. Uff., n. 60 del 12 marzo 2019) è stato completato il processo di attuazione delle norme europee sul brevetto unitario e dell’accordo sul Tribunale unificato dei brevetti sottoscritto il 25 febbraio 2013 (in Gazz. Uff. Un. eur. n. C 175 del 20 giugno 2013), in Germania, dopo il completamento già nel 2017 dell’iter parlamentare, la legge di ratifica dell’Accordo era stata sottoposta al vaglio di legittimità costituzionale della Corte Costituzionale federale tedesca (Bundesverfassunggericht). L’attesa decisione è arrivata con l’ordinanza n. 20 del 13 febbraio 2020, con cui la Corte, con cinque voti a favore e tre dissenting opinion, ha dichiarato nullo l’atto di approvazione parlamentare dell’Accordo sul Tribunale Unificato dei Brevetti da parte del Bundestag, per mancata osservanza della maggioranza necessaria stabilita dalla Costituzione tedesca (due terzi dei membri).

Più precisamente, la Corte costituzionale tedesca ha ritenuto che conferire funzioni giudiziarie che sostituiscono quelle dei tribunali tedeschi comporti una «modifica sostanziale» della Legge fondamentale (Grundgesetz – GG), come prevista dall’art. 23 (1) terza frase. Ai sensi dell’art. 92 GG, il potere giudiziario in Germania è esercitato dalla Corte Costituzionale federale, dai tribunali federali e dai tribunali dei Länder. Qualsiasi conferimento di funzioni giudiziarie a tribunali internazionali modifica questa ripartizione della giurisdizione e, pertanto, costituisce una modifica della Costituzione in termini sostanziali: l’art. 32 dell’Accordo, si dice, conferisce «una parte significativa della giurisdizione degli Stati membri su questioni giuridiche private e amministrative di rilevanza economica» alla giurisdizione esclusiva del Tribunale unificato dei brevetti e attribuendo efficacia diretta alle sue decisioni in ogni Stato Membro, e quindi per mezzo dell’Accordo la struttura del sistema giudiziario tedesco stabilita nella Costituzione è modificata ed integrata da un altro tribunale con una propria gerarchia. L’atto di approvazione in questione doveva perciò essere adottato a maggioranza qualificata ai sensi dell’art. 79 (2) GG. La Corte ha quindi concluso che «Vista la particolare importanza del requisito della maggioranza per l’integrità della Costituzione e la legittimazione democratica delle interferenze con l’ordine costituzionale, una legge non può essere emanata quando non raggiunge questa maggioranza. Pertanto, il Bundestag non ha approvato efficacemente l’atto di ratifica. Esso è nullo».

Al riguardo, il Comitato Preparatorio della Unified Patent Court (di cui fanno parte membri di tutti gli Stati firmatari dell’Accordo) ha annunciato, in un comunicato del 20 marzo 2020, che il progetto non è abbandonato, e pur sottolineando che la decisione tedesca comporterà un ulteriore ritardo nel suo avanzamento, che ha intenzione di continuare a lavorare affinché il nuovo sistema del brevetto unitario veda la luce. Una rassicurazione nello stesso senso è arrivata dal Governo tedesco, mediante dichiarazione resa da Christine Lambrecht, Ministro federale della giustizia e della protezione dei consumatori, la quale ha confermato che «il Governo federale valuterà attentamente la decisione della Corte Costituzionale federale ed esaminerà le possibilità di porre rimedio alla mancanza di forma riscontrata durante questo periodo legislativo».