Il testo del decreto crescita (dl 34/2019), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2019, in vigore dal 1° maggio 2019, contiene significative novità per il codice di proprietà industriale.

Un nuovo art. 11 ter prevede l’istituzione, presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, del registro speciale per i marchi storici di interesse nazionale (nuovo art. 185 bis). Potranno ottenere l’iscrizione a tale registro i titolari o licenziatari esclusivi di marchi d’impresa:

  1. registrati da almeno 50 anni o per i quali sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno 50 anni,
  2. utilizzati per la commercializzazione di prodotti o servizi realizzati in un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata al territorio nazionale.

Con decreto del Ministro dello sviluppo economico sarà istituito anche il logo “Marchio storico di interesse nazionale” che le imprese iscritte nel registro speciale potranno utilizzare per le finalità commerciali e promozionali.

Il nuovo art. 185 ter, “Valorizzazione dei marchi storici nelle crisi d’impresa”, prevede che presso il Ministero dello sviluppo economico sia istituito il Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale, che opererà mediante interventi nel capitale di rischio delle imprese, con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività produttiva sul territorio nazionale, destinando al Fondo 30 milioni di euro per il 2020. Inoltre, per le medesime finalità le PMI titolari o licenziatarie del marchio storico potranno accedere alla garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

All’art. 10 CPI s’introduce, invece, il divieto di registrare marchi lesivi dell’immagine o della reputazione dell’Italia.

All’art. 144, che oggi diviene rubricato “Atti di Pirateria e pratiche di Italian Sounding“, viene aggiunto il comma 1 bis, per il quale “Agli effetti delle norme contenute nella presente sezione sono pratiche di Italian Sounding le pratiche finalizzate alla falsa evocazione dell’origine italiana di prodotti”; il  «Consiglio Nazionale Anticontraffazione» diviene il “Consiglio Nazionale per la lotta alla contraffazione e all’Italian Sounding“.

Per contrastare, dunque, l’Italian sounding, ossia l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e segni che evocano l’Italia per commercializzare prodotti che non siano, in realtà, riconducibili al nostro Paese, il Decreto Crescita introduce un sostegno economico per i soggetti colpiti da questo fenomeno. La spesa prevista per questo intervento ammonta a 1,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019. Nel dettaglio, ai consorzi nazionali che operano nei mercati esteri al fine di assicurare la tutela dell’originalità dei prodotti italiani, inclusi quelli agroalimentari, venduti all’estero, verrà concessa un’agevolazione pari al 50% delle spese sostenute per la tutela legale dei propri prodotti colpiti dall’Italian sounding. L’agevolazione ha un importo massimo annuale di 30mila euro